NYC Boys
L’altro giorno ho ricordato che mi piace molto la canzone dei PetShopBoys che si chiama NewYorCity Boys.
E’ bellissima è ed stata usata anche nel film Studio 54, film da paura… La scena più bella quando il protagonista nella discoteca vede entrare una ballerina su un cavallo bianco…
Chissa che tempi quelli li…
Il video della canzone
Qualcuno è stato allo Studio 54?
Qualcuno ha notizie sullo Studio 54?
Oltre i CSS di Andy Ckarke
Ho acquistato con molta fiducia questo testo di Andy Clarke dal titolo completo “Oltre i CSS, la sottile arte del web design“.
Non acquistavo manuali sui Css da molto tempo, ma viste le ottimere recensioni ho pensato che mi potesse essere utile.
Avevo visto anche che era stato tradotto in italiano; una fatica in meno visto che gli argomenti trattavano anche aspetti teorici oltre che pratici.

Oltre i Css: la copertina
Il libro mi arriva. Ottima carta, belle illustrazioni, bella impaginazione e poi due ottime prefazioni: una di Molly E. Holzchlag e l’altra di Dave Shea.
Che dire? Mi aspetto molto da questo manuale. Finalmente qualcosa che mi può essere davvero utille. Devo dire che quando si arriva ad un grado di conoscenza alta
di una tecnica o argomento, è difficile trovare buone risorse.
L’unica possiblità è la rete, oppure sbattere il muso sul problema e risolverlo da soli. Con questo manuale ho pensato da subito che avrei imparato delle cose utilissime per il mio lavoro quotidiano.
Non posso dilungarmi nel parlare di ogni capitolo del libro, anche se meriterebbe di essere approfondito. Quindi se volete possiamo dilungarci in altri interventi.
Però voglio mettere in luce alcuni aspetti di questo manuale fondamentali per chi come me ha riposto fiducia nell’acquisto di un manuale da 40 euro.
In generale il testo mi ha profondamente deluso. Non critico il timbro molto personale dell’autore, perchè sono scelte editoriali.
Però in queste pagine si rischia di far passare come “leggi” molte teorie e approcci soggettivi.
Il testo secondo me è a metà tra un manuale di teorie di web design e grafica generale, e un manuale di pratica Css e markup. Sono riuscite male entrambi le parti.
In sintesi, la parte riguardante le teorie di progettazione, ispirazione e analisi delle possibilità creative, è relegata solo a supposizioni personali e argomentazioni un pò banali e obsolete.
Inoltre il testo spreca parecchie pagine (le prime) parlando sempre dei soliti perchè nell’uso dei Css, la storia dei Css, il supporto dei browser, ecc.
Tutti argomenti che dovrebbero essere saltati a piè pari in un manuale che si propone agli “utenti esperti”. Ci sarebbe anche da discutere di tutte le teorie di design e ispirazione proposte dall’autore,
ma non voglio farlo per scelta, perchè non mi interessa, anche se questi argomenti prendono oltre il 50% del manuale.
Voglio invece dire qualche parola di più rispetto alla parte tecnico pratica (quella che più cercavo in questo testo).
Questa parte è scarsa in termini di approfondimenti ed esempi pratici. Si toccano diverse problematiche ma nessuna viene affrontata con vero “mestiere”.
Si parla ad esempio di effetti tipografici sul Web. L’autore spiega le varie tecniche e ci consiglia di usare ad esempio sIFR. Spiega più o meno cos’è, ma la pratica è inesistente.
Eppure nel libro si parta di “concretezza” di esempi pratici.
Altra cosa secondo me destabilizzante è l’insistenza con cui l’autore ci spinge ad usare i “posizionamenti“. Ok sono potenti e la maggior parte di noi non li sà gestire bene, questo però non vuol dire che siano la tecnica migliore a prescindere da quello che c’è da fare.
Ad esempio in uno dei primi aprocci pratici (e siamo già alla pagina 160 !) viene gestito il layout delle colonne tramite posizionamento e non tramite float. L’autore poi, per sistemare il footer ci indica di usare una combinazione di Javascript e Css per forzare l’area a piè pagina un modo che si collochi sotto le colonne posizionate con metodo assoluto. La tecnica si chiama Inman posizion clearing. La domanda è: Perchè usare js per questa cosa? Perchè l’autore spinge verso il posizionamento assoluto?
Una delle giustificazioni è quella di evitare la “spaginazione” del layout ingrandendo i font e usando i float.
Io ho realizzato tanti lavori con i float a prova di ingrandimento font fino a 4 volte. Sicuramente il posizionamento è una tecnica ma non la migliore!
Comunque la cosa più grave del manuale è che, tramite questo approccio di posizionamento, viene proposta una tecnica di design che non tiene conto di progetti reali, legati soprattutto a siti e portali dinamici. Certo il manuale è rivolto ai web designer, però come tutti sappiamo, il markup e i Css devono tenere presente la vera implementazione pratica dei template realizzati.
Quindi è inutile posizionare in modo assoluto elementi “ripetivitivi” magari dando dei “left” e dei “top” tramite Css, quando poi questi elementi faranno parte di un “ciclo for” e rappresentano quindi
dei recordset di un DB.
Di questi esempi il manuale ne è pieno. Certo il posizionamento assoluto è magico e risolve diversi problemi, ma riguarda secondo me, esclusivamente elementi di design puro, non di contenuto.
Veniamo ai pochi spunti interessanti del manuale (c’è ne sono pochi, ma c’è ne sono).
Una cosa intelligente che dice l’autore è quella di evitare di trasformare i nostri vecchi design tabellari (parlo anche a livello di concezione mentale) in tabless. Questo vuol dire che realizzare un sito semantico e aderente agli standard, non significa solo sostituire i tag “table” con “div” e fare la grafica via Css.
Altra buona riflessione è quella di incorporare elementi ricorsivi (appunto recordset di DB per esempio) dentro delle liste. Perchè in fondo questo sono. Giustissimo.
Altri spunti (di cui se volete possiamo approfondire) sono l’uso dei microformat e delle considerazioni riguardo i wireframe (che anche io ho fatto in un post precendete).
In definitiva devo dire che 40 euro per questo manaule non sono giustificabili. Non bastano le belle foto, la bella carta e l’impaginazione per vendere un prodotto a questo prezzo.
E poi manca di veri contenuti pratici. Contenuti che vengono sbandierati come elemento caratterizzante.
La domanda che mi pongo è: Che percentuale di utilità avete riscontrato nei manuali acquistati durante la vostra esperienza lavorativa? Per il momento la mia è di 1 su 10.
Direi molto scarsa!
Freedance su Blographik.it
Ciao a tutti,
è oramai da qualche settimana che pubblico dei guest-post su questo blog molto conosciuto condotto con successo dall’amico Mirko D’isidoro.
Riassumo i post pubblicati fin’ora, invitando tutti voi a leggere e commentare i miei interventi.
Web Design: La questione dei Fonts
In questo articolo tratto l’argomento relativo alla scelta dei font per le nostre creazioni web. Segnalo diverse risorse e utility anche per sfruttare gli “em”.
Come importare feed da WordPress ed eliminare le cause di errore
Questo post, abbastanza tecnico, parla di come struttare gli Rss del proprio blog su WordPress ed integrarli nel proprio sito web. Offro anche una soluzione ad un problema noto quando WordPress esporta i nostri feed.
Sviluppo web mobile: Come sarà il 2009?
Il mobile presentato come vera killer application per il futuro. Parlo di web-mobile a 360° e presento anche il manuale Sviluppare il web mobile di Fabio Ricci.
Web Design: I Wireframe sono ancora utili?
Post molto teorico e personale, in cui metto in dubbio l’utilità attuale dei wirefare.
Web Design: Creatività solo per creativi?
Dubbi, perplessità e propositi sul futuro. Tutto quello che penso del nostro lavoro di creativiti e mediatori.
Da non perdere!
Buona lettura a tutti…
Risorse per menù e ispirazioni
Ciao ragazzi,
molte volte mi capitano clienti che considerano il posizionamento e il funzionamento del menù generale del proprio sito, come un aspetto secondario. Quasi sembra che sia un abbellimento o un problema da risolvere, per non guastare il design.
Invece il menù, sia semanticamente che praticamente, è una delle componenti più importanti per un sito o portale fatto ocn i giusti criteri.
Personalmente cerco di capire subito che tipo di menù posso proporre e le soluzioni tecnologiche da adottare. Le richieste dei clienti si spingono al massimo a cose del tipo “non si muove niente?”, oppure “i tasti in flash” ecc… Invece è da ponderare bene la profondità delle sezioni principali, se il menù presentata tante voci (e quindi bisogna disporlo in verticale), se alcune voci si possono accorpare, creando un menù orizzontale con sottovoci… Sono tanti gli aspetti strategici da considerare, fatto questo un bravo design deve trovare la forma giusta per esprimere queste reali esigenze, che spesso il cliente non sà neanche di avere.
Visto l’argomento delicato, vi segnalo questa pagina apparsa sul sempre ottimo smashingmagazine.com, che presenta ben 50 soluzioni e ispirazioni per i nostri menù. La pagina è divisa in 6 sezioni, in base alla tecnica che vogliamo utilizzare per realizzare il nostro menù. Con il proliferarsi delle librerie javascript, molti menù prima fatti solo con flash, ora possono essere realizzati tramite javascript e Css. Vengono quindi presi degli ottimi esempi, sia di puro Css, di Flash, di Css e Javascript.
Vengono anche analizzate soluzioni ad alta usabiità e menù che prevedono lo scroll verticale di tutto il sito.
A questa pagina aggiungo una segnalazione di un ottimo portale di ispirazione grafica. Su Noobr, troverete tutorials, icone, risorse per noi designer e dintorni.
Non perdetelo!
Enjoy.
sIFR repository
Una delle tecniche più apprezzate per la sostituzione di immagini,
ed aggiungo anche, migliori come resa se non supportate dal browser, è sIFR. Questa tecnica, tramite javascript e un filmatino flash, ci permette di avere titoli (ma anche interi testi) con il font desiderato o che ci viene dato tramite la creatività di un grafico.
Per chi è accorto di creatività e vuole scaricarsi un swf bello pronto da integrare nel suo sito (avendo già istanziato sIFR), segnalo sIFRvault. E’ una gallery di font, però già inclusi nel nostro flash, pronti per il download e utilizzabili immediatamente!
Buon lavoro!
WordPress: plugin by Jquery
Ciao ragazzi,
WordPress è sempre di più utilizzato per creare e gestire siti e portali, trasformando una piattaforma blog in un Cms.
Tutto questo è possibile grazie ai tanti plugIn installabili.
Jquery, dal canto suo, è a mio avviso la migliore e più leggera libreria javascript in circolazione.
Noupe.com, ci offre una lista di 26, tra i migliori plugIn realizzati appunto in Jquey, dedicati a WordPress.
Ognuno di questi estende e migliora delle funzionalità di WP per permetterci di “piegarlo” a Cms.
E voi che plugIn utilizzate di frequente?
Template WordPress di qualità
WordPress ormai è andato oltre tutte le aspettative degli sviluppatori.
Sia che sia un’istanza sul web, oppure un’istallazione personalizzata, questo Cms è diffusissimo.
Molti gli esercizi per “piagare” questa piattaforma di blog, ad un uso Cms puro, per gestire siti e portali (ci sono addirittura plugin per l’ecommerce)…
Per chi volesse provare una nuova veste grafica alla sua personale installazione di WP, consiglio questa ottima risorsa fornita dal portale di grafica Noupe.com.
Si tratta di 15 template di elevata qualità e dettaglio, con cui possiamo affrontare soluzioni mai banali e studiare nuove tecniche Css da applicare ai template WP.
E allora, buon lavoro!
Sviluppare il web mobile, la guida completa
Ciao ragazzi,
un post un pò aticipo oggi. E’ con grande piacere che segnalo l’uscita di questo manuale in italiano, che tratta lo sviluppo del web mobile a 360°.
Invece di fare una classica recensione del manuale, dò la parola al suo autore Fabio Ricci, che ci illustrerà con le sue parole tutte le caratteristiche di questo prezioso testo.

“La mia Guida Completa “Sviluppare il web mobile“, pubblicato da Apogeo Editore, è finalmente in libreria dal 15 Gennaio scorso (http://www.lafeltrinelli.it/products/9788850328185/Sviluppare_il_Web_mobile/Fabio_Ricci.html?aut=791281&cat1=1).
In questo post, che gentilmente Alessandro mi concede di scrivere sul suo blog, però, non voglio semplicemente elencare i titoli dei singoli capitoli, in modo freddo ed asettico, ma dare un’idea degli obiettivi che ho cercato di raggiungere durante la scrittura del testo.
Durante tutta la progettazione e la stesura di “Sviluppare il Web Mobile” mi sono infatti chiesto, più di ogni cosa, come incuriosire ed attrarre quei webmaster o webdesiger che hanno intenzione di trovare nel web mobile un nuovo canale di comunicazione dei propri contenuti. Se avessi dovuto infatti attenermi alla semplice spiegazione degli standard e delle “migliori pratiche” del web mobile, così come raccomandati da W3C e da MOBI, sarebbero di fatto state sufficienti poche decine di pagine e, allo stesso tempo, non si sarebbe affrontato neanche lontanamente in modo esaustivo l’argomento nel suo insieme. Una guida completa sul web mobile, a mio parere, non si sarebbe potuta limitare alla normale presentazione dei linguaggi XHTML, CSS, ecc. (pur se in un ambito nuovo) e nemmeno, anche se questo è un aspetto importantissimo della trattazione, allo studio delle evidenti limitazioni che si incontrano in questo tipo di sviluppo, come i pochi pixel di larghezza dello schermo di un device mobile rispetto allo schermo di un PC, il costo delle connessioni dati, l’hardware dei device, ecc.
Questo tipo di web, infatti, non si discosta, tecnicamente parlando, dal web tradizionale in modo così sensibile. Ciò che veramente è necessario durante la progettazione e lo sviluppo di esso è capire come l’utenza “mobile” sia diversa da quella del web tradizionale, cioè capire di cosa essa abbia effettivamente bisogno e quali difficoltà pratiche incontri nelle sessioni di navigazione (avete mai pensato come un indirizzo corto può agevolare l’accesso di nuovi e vecchi utenti del vostro sito mobile, ad esempio?). Allo sviluppatore è chiesta dunque una riflessione maggiore sull’accessibilità della propria soluzione web, soprattutto in fase di progettazione, rispondendo a delle semplici domande basilari (serve maggiormente una versione mobile di un sito preesistente o un sito web mobile ex-novo? Quali informazioni sono definibili “mobili”? Quali sono invece quelle più utili ai nostri utenti on-the-move? Chi sarà il nostro utente tipo? ecc.)
Soprattutto ho giudicato indispensabile analizzare estensivamente le possibili soluzioni che lo sviluppatore vorrà mettere in pratica, partendo proprio dalle limitazioni dell’hardware con cui si ha a che fare. Infatti non ci si può avventurare nello sviluppo del web mobile, ad esempio, senza considerare la estrema diversità dei modelli di cellulare, palmare, smartphone, ecc. per quanto riguarda la larghezza degli schermi, i tipi di file supportati, protocolli per inizializzare le chiamate e gli SMS, ecc. Questa estrema differenziazione di caratteristiche tra le migliaia di device mobili presenti sul mercato va risolta con il ricorso a script lato server, che possano individuare la natura del device visitatore e rendano la pagina personalizzata, in modo dinamico, all’utente finale. Obiettivo di uno sviluppatore del web mobile, credo, è cercare difatti l’universalità delle proprie soluzioni sia facendo ricorso a tali script sia seguendo strettamente gli standard dell’industria, non dimenticando di tenersi aggiornato sull’evoluzione del mercato. Il mix tra questi fattori è l’argomento portante della trattazione e, molto probabilmente, il segreto della buona riuscita di uno sviluppo avanzato e professionale.
Altro tema fondamentale che ho ritenuto utile trattare, oltre all’analisi delle soluzioni lato server, agli standard e alla comprensione della psicologia dell’utenza “mobile”, è l’insieme delle prospettive che si aprono ai pionieri dello sviluppo del web mobile. Ho cercato soprattutto, per quanto possibile, di responsabilizzare lo sviluppatore ad assumere un ruolo decisivo nel boom di questo nuovo tipo di web, perché è solo in presenza di soluzioni gradevoli, accessibili e comprensibili che l’utente utilizzerà il web mobile in modo regolare e non saltuario. Lo sviluppatore, ora più che mai, è chiamato dunque a dare un’iniezione di entusiasmo decisiva al movimento nel suo complesso.
Non potevano mancare anche degli accenni all’m-commerce, ossia al commercio elettronico che è nato (e possiamo scommettere si svilupperà in modo enorme) grazie al web mobile così come l’interazione tra quest’ultimo e le tecnologie più conosciute dal grande pubblico, soprattutto quelle di uso quotidiano, come SMS, MMS, JAVA per cellulari, ecc.
Sviluppare il Web Mobile è dunque un testo allo stesso tempo introduttivo e professionale che ogni webdesiger o webmaster dovrebbe prendere in considerazione per aggredire nuovi mercati, nuovi spazi e acquisire nuovi clienti ed esperienze mediante un tipo di web il cui panorama non appare ancora saturo come nel caso di quello tradizionale. Esso è soprattutto un punto di partenza per far sì che il lettore partecipi al movimento di sviluppo di un nuovo tipo di web, più veloce, più utile e più dinamico che aspetta, in ultima analisi, solamente le nuove intuizioni di tutti noi per dotarsi di quell’appeal nella ricerca delle soluzioni che, solitamente, decreta il successo di massa di una tecnologia, così come fu per il web tradizionale.”
Io aggiungo alcune parole su Fabio.
Fabio Ricci, laurea presso l’Università La Sapienza di Roma in Scienze Politiche con indirizzo Internazionale, dopo alcune esperienze di lavoro all’estero che gli hanno permesso di arricchire le proprie conoscenze linguistiche e informatiche, si è dedicato a tempo pieno allo studio e allo sviluppo di applicazioni web in chiave mobile. Ha collaborato con alcune aziende europee diventando il primo italiano a essere certificato Web mobile developer da dotMobi. Attualmente si divide tra l’attività di sviluppo e quella di formazione.
Il suo sito web è http://www.ricci.pro/
Web developer tools
Ciao,
trovo estremamente pratico avere i miei tools di sviluppo direttamente accessibili via browser, che sia Safari, FireFox oppure Opera (ometto ovviamente IE). Da bravo dev uso Web Developer Toolbar, Firebug e Firefox Accessibility Extension.
Questi web tools sono racchiusi in questa pagina, suddivisi per tipologia di browser.
Suggerisco anche “Dummy Lipsum” utile per avere al volo testo finto per i nostri layout in psd.
Enjoy!
The pet dragon
Un richiamo al titolo “The red dragon”,
questo libro di Chris Niemann è davvero geniale, mi sorprende la semplicità. E’ un testo per bambini che insegna la lingua cinese, in particolare il significato degli ideogrammi.
Davvero una bella idea!
Enjoy!

Pagine di Pet Dragon


